Sostenibilità

Il ruolo di Plasta Rei

Un esempio di transizione industriale responsabile, in cui la riduzione dell’impatto ambientale, la tutela del lavoro e la rigenerazione del territorio sono il risultato di scelte industriali e organizzative coerenti e misurabili

Ripensare il sistema della plastica significa agire contemporaneamente su ambiente, clima ed economia, integrando innovazione industriale, politiche pubbliche e nuovi modelli di produzione. Come sottolinea il Global Plastics Outlook dell’OCSE, la transizione verso una gestione più circolare della plastica non è più un’opzione, ma una necessità strategica per ridurre i rischi ambientali e climatici e garantire la sostenibilità delle filiere industriali nel lungo periodo. Senza un cambio di rotta – secondo l’OCSE – l’aumento dei volumi di plastica si tradurrà in una crescita parallela dei rifiuti e delle emissioni associate, aggravando sia la crisi climatica sia la pressione sugli ecosistemi.

Impatto ambientale del processo

Il processo consente il riciclo tramite upcycling anche di flussi di PET non idonei al riciclo meccanico, che oggi sono prevalentemente destinati alla valorizzazione energetica o alla discarica. Il risultato è la produzione di un granulo di qualità commerciale, utilizzabile nelle applicazioni industriali, con una carbon footprint inferiore del 67% rispetto al granulo vergine, contribuendo in modo sostanziale alla riduzione delle emissioni lungo la filiera delle plastiche e allo sviluppo di un modello di economia circolare avanzata. Infatti, grazie al progetto, in 10 anni verranno emesse circa 620 mila tonnellate di CO₂ in meno.

Impatto sul territorio

Coerentemente con un approccio di sostenibilità integrata, si sta costruendo l’impianto su un insediamento industriale pre‑esistente, senza nuovo consumo di suolo. La scelta di riutilizzare infrastrutture già presenti consente di recuperare un’area interessata da fenomeni di abbandono industriale, restituendole una funzione produttiva. Plasta Rei è inoltre il risultato del salvataggio di oltre 60 posti di lavoro diretti nella Provincia di Latina, che mira a preservare competenze industriali qualificate, offrire supporto al tessuto economico locale e continuità occupazionale a numerose famiglie in un’area segnata da precedenti crisi produttive.

Certificazioni e modello di gestione

Plasta Rei – dopo l’acquisizione del 100% da parte di Itelyum avvenuta nel dicembre 2025 – ha intrapreso un percorso strutturato di rafforzamento organizzativo e gestionale ed è oggi impegnata nell’ottenimento di certificazioni di processo e di prodotto e si è dotata di un sistema di presidio ai sensi del D.Lgs. 231/01, a supporto di un modello di gestione fondato su trasparenza, responsabilità e controllo dei rischi.

Il modello circolare di Plasta Rei

Il processo di depolimerizzazione come nuova frontiera del riciclo

Plasta Rei si propone come protagonista di un modello di circolarità del PET riciclabile più volte senza degradazione strutturale del polimero,  potenzialmente con cicli infiniti. Grazie a un processo di depolimerizzazione, il PET viene riportato alla sua unità di base, il monomero; la successiva fase di ripolimerizzazione consente quindi di ricostruire catene polimeriche integre, equivalenti a quelle del materiale vergine.

Il risultato è un materiale non degradato, che mantiene inalterate le proprie caratteristiche chimico‑fisiche e può essere riciclato più volte senza perdita di qualità e senza ricorso a miscelazioni con materie prime vergini. Questo approccio consente di superare i limiti dei tradizionali processi di riciclo basati sul downcycling, nei quali i materiali, a ogni ciclo di recupero, subiscono un progressivo decadimento delle prestazioni e del valore.

 

La purificazione del BHET: uno snodo chiave del processo

Un elemento centrale del processo di Plasta Rei è la produzione e purificazione del BHET intermedio chimico fondamentale nella catena di valore del PET.

La capacità di ottenere BHET ad elevata purezza consente di:

  • eliminare contaminanti, coloranti e additivi presenti nel materiale di partenza;
  • ottenere un polimero finale con caratteristiche costanti e riproducibili.

La qualità del BHET rappresenta quindi un fattore determinante per il raggiungimento degli standard richiesti per applicazioni food‑grade e per la piena sostituibilità del PET vergine.

 

Perché il riciclo chimico “short-loop” del PET è diverso

Il processo sviluppato da Plasta Rei si basa su un modello di riciclo chimico “short‑loop”, che si distingue nettamente sia dal riciclo meccanico tradizionale sia dal riciclo chimico a ciclo lungo.

Nel modello short‑loop, il PET post‑consumo viene riportato direttamente ai suo monomero intermedio successivamente purificato e ripolimerizzato per ottenere un materiale con caratteristiche chimico‑fisiche equivalenti al PET vergine.

Questo approccio consente di:

  • evitare qualsiasi degradazione strutturale del polimero;
  • produrre granulo 100% riciclato senza integrazione di materie prime vergini;
  • eliminare la necessità di ricorrere a meccanismi di mass balance per dimostrare il contenuto riciclato;
  • mantenere un percorso circolare più corto ed efficiente, con benefici ambientali e industriali misurabili.

Il riciclo “short‑loop” rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata  per la circolarità del PET e si distingue nettamente, per ruolo e caratteristiche, tanto dal riciclo meccanico quanto dal recupero chimico tramite pirolisi.

 

Plasta Rei contribuisce a una visione avanzata dell’economia circolare, integrandosi con le filiere esistenti del riciclo e ampliando le possibilità di valorizzazione dei rifiuti plastici non intercettabili dai processi tradizionali.

 

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